L’alimentazione nei bambini. La difficile gestione dell’obesità infantile

Il lockdown mi ha fatto molto riflettere su come sia difficile gestire i bambini per molto tempo in casa e su come sia ancor più difficile gestire il loro rapporto con l’alimentazione in generale. Un alimentazione sana non solo si rispecchia in un peso forma ideale ma può aiutare la loro crescita psicologica evitando di perdere la fiducia in se stessi, in una fascia di età dove le prese in giro sono frequenti e poco gestibili. Molte volte l’obesità infantile ha delle cause profonde che devono essere approfondite capite e curate come ogni altra patologia, tuttavia spesso i genitori involontariamente commettono qualche piccolo errore assecondando i desideri dei bambini o barattando qualcosa di gustoso per la fine di un capriccio. In questo periodo senza scuola e con poca possibilità di fare attività fisica di correre e di svagarsi ho pensato  insieme alla dottoressa Manteca  biologa nutrizionista al Lab Aurelia che sono felice di ospitare nel mio blog, abbiamo deciso di approfondire questo argomento.Nel video e nell’articolo potrete trovare alcuni suggerimenti utili e una spiegazione esaustiva delle possibili cause dell’obesità infantile. Non trascurare questo problema è davvero importante e ignorarlo non servirà. E’ necessario darsi da fare per migliorare l’alimentazione e l’attività fisica. 

Qui di seguito trovate il video e l’articolo della Dott.ssa Alessia Manteca. Buona visione e buona lettura!

La salute è una cosa seria, mangiare bene è una cosa intelligente: educhiamo i bambini ad una corretta alimentazione e interveniamo sul loro stile di vita per renderli adulti sani e consapevoli

Il fenomeno dell’obesità infantile sta assumendo le forme di un’epidemia e la promozione di stili di vita volti a prevenire sovrappeso e cattive abitudini alimentari rappresentano obiettivi rilevanti nella programmazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Nella maggior parte dei casi, i motivi principali per cui un bambino ingrassa sono da ricondurre a:

  • Familiarità e genetica: un bambino con entrambi i genitori obesi ha l’80% di probabilità di andare incontro al sovrappeso con possibili evoluzioni verso l’obesità, tenendo però sempre a mente che fattori comportamentali e ambientali possono arginare piuttosto bene la problematica
  • abitudini alimentari incongrue, con ritmo dei pasti alterati o selettività per alcuni alimenti
  • sedentarietà

In misura minore, invece, l’obesità è legata a:

  • cause genetiche, in cui si manifestano sindromi che si associano frequentemente a obesità, bassa statura, ritardo mentale
  • cause ormonali, anche se è assai raro che in età pediatrica l’obesità dipenda da un cattivo funzionamento della tiroide
  • terapie farmacologiche prolungate, ad esempio cortisone assunto in forti dosi per periodi piuttosto prolungati

È doveroso sorvegliare la salute dei bambini in quanto l’obesità è un problema di sanità pubblica con enormi conseguenze a livello sanitario, sociale ed economico. Il dato più allarmante è che l’obesità infantile non è una tappa circoscritta che si risolve in modo spontaneo, bensì una malattia cronica che, se non presa e trattata con la dovuta solerzia e professionalità, potrebbe avere spiacevoli conseguenze in età adulta. Tra le principali, steatosi epatica non alcolica, iperinsulinemia con possibile evoluzione verso un diabete di tipo 2, aumento del colesterolo, trigliceridi, aumento di acido urico ematico, ipertensione, problemi ortopedici, psicologici e sociali. Questi ultimi due aspetti non vanno assolutamente minimizzati rispetto a quelli fisiopatologici, in quanto fenomeni di bullismo, esclusione dalle attività sportive e disturbi del comportamento alimentare sono sempre più frequenti e difficili da arginare nell’ ottica di una completa integrazione sociale. Allo stato attuale non ci sono farmaci adatti a combattere l’obesità in età pediatrica, eccetto l’uso di fibre che diminuiscono lievemente il senso di fame e rallentano l’assorbimento dei nutrienti. Le indicazioni a escludere alcuni alimenti a cui il soggetto sarebbe intollerante non trovano alcuna indicazione, né i test che vengono usati per documentare tali supposte intolleranze hanno validità scientifica (fatta eccezione per il lattosio o il glutine che comunque tendono a far perdere peso, piuttosto che acquistarlo).

Studi scientifici provati hanno evidenziato che tra le abitudini alimentari dei bambini in sovrappeso c’è un consumo eccessivo di proteine e di grassi saturi, in particolare di derivazione animale, carenze di carboidrati complessi, carenza di fibre come frutta, verdura, legumi e ritmi di alimentazione incongrui. Tra questi ultimi, una colazione spesso assente, spuntini o merende molto ricche, spizzicare di continuo, doppie e inutili fonti proteiche ai pasti principali. Ad aggravare la situazione c’è poi il fatto che il 40% dei genitori crede che i propri figli siano in buona forma fisica anche se in realtà mostrano evidente sovrappeso. Si tende quindi ad offrire loro porzioni più abbondanti del necessario.

I dati epidemiologici sono piuttosto allarmanti e necessitano di interventi veloci e mirati. Secondo le ultime stime dell’osservatorio “OKkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia circa il 21% dei bambini è in sovrappeso, il 10% è obeso. I dati nazionali appena citati rappresentano ovviamente una media, da cui ogni regione si discosta in modo positivo o negativo. Partendo dalla regione italiana in cui la percentuale di sovrappeso è maggiore, nello specifico la Campania con il 26% di bambini in sovrappeso e il 18% obesi, il Lazio, con valori leggermente superiori a quelli nazionali, si colloca al settimo posto con il 23% di bambini in sovrappeso e quasi il 10% di bambini obesi. Comportamenti esemplari arrivano invece da Val D’ Aosta, Friuli e Trentino. Sempre facendo riferimento ai numeri che ci mette a disposizione la letteratura scientifica, una percentuale che varia dal 30 al 40% dei bambini obesi in età prescolare diventa obeso da adulto; tra i bimbi in età scolare, invece, tale percentuale sale addirittura al 70%.

Spesso un’ alimentazione scorretta deriva dalla mancanza di conoscenza delle linee guida, o anche dalla difficoltà di metterle in pratica sia per motivi sociali, sia per motivi culturali che pratici. Inoltre, per acquistare e preparare cibo sano, e per poter aderire ad un regime alimentare equilibrato, ci vuole tempo e denaro che le famiglie spesso non hanno. A tutto ciò si uniscono le abitudini sedentarie dei bimbi di oggi che non corrono, non saltano, non vanno in bici, non si sbucciano le ginocchia. Immortalati in una campana di vetro sul divano di casa passano il tempo tra TV, tablet e genitori ansiosi inclini ad assecondare tutti gli sfizi alimentari. Sicuramente la quarantena che hanno dovuto affrontare non è stata di grande aiuto esasperando problematiche pregresse e mettendo a dura prova la pazienza di grandi e piccoli.

È vero, non è così semplice e spesso le indicazioni dei professionisti non riescono ad essere applicate alla quotidianità, ma vale la pena armarsi di pazienza e buona volontà perché ne va della salute dei nostri figli. I bambini possono e devono imparare gli effetti del cibo, ma dobbiamo essere noi ad insegnarglielo in modo divertente, spiegando loro che gli alimenti sono un concentrato favoloso di sostanze speciali che arrivano nell’ organismo, regalano energia, ci curano e ci proteggono. Sfruttando l’ incredibile potere dell’ immaginazione dei più piccoli possiamo intervenire in modo positivo sulla loro alimentazione tramite favole, racconti, immagini, musica e raccontare loro che il nostro corpo ha bisogno di proteine per avere muscoli e ossa forti, di zuccheri per disporre di energia, di grassi per aiutare il cervello ad essere più bravi a scuola. Far capire loro anche che nei pasti che consumiamo tutti i giorni gli ingredienti possono essere uniti e combinati per creare una bella magia che ne potenzia gli effetti.

Passiamo all’aspetto pratico e cominciamo dalla colazione. Capita spesso che la mattina, insonnoliti e più ingestibili del solito, escano di casa completamente a digiuno. A volte può succedere che non abbiano davvero appetito e provino nausea alla vista del cibo appena svegli. Questo può accadere in presenza di squilibri del metabolismo del cortisolo e dell’ insulina che sicuramente vanno indagati specialmente in bimbi sovrappeso, con disturbi metabolici o iperattivi. In questi casi, aspettiamo di capire meglio il quadro della situazione con l’aiuto del pediatra e assecondiamo il loro comportamento. Cerchiamo comunque di non farli arrivare digiuni al pranzo, cercando merende sane ed equilibrate. In tutte le altre situazioni, però, si tratta di capricci. Quindi, con molta pazienza spieghiamo loro che dopo la notte hanno bisogno di energia per giocare con i loro amici. Proponete loro pane e miele, pane e marmellata, pane e burro, crema di mandorle. Se non preferiscono il latte, date loro uno yogurt e aggiungete un po’ di frutta. Se non bevono il latte tal quale, aggiungere cacao, piuttosto che zucchero. Preparate dei ciambelloni sfiziosi e colorati da preferire alle crostate in cui mettere cacao, yogurt, pezzetti o purea di mela o pera, frutta secca. E se non amano il dolce, date loro una fetta di pane e pomodoro o un piccolo panino col prosciutto e un frutto.

Se la colazione è stata fatta piuttosto presto, sicuramente hanno un doveroso bisogno di fare uno spuntino. Via libera ai frullati con aggiunta di cacao, scaglie di cioccolato fondente e un pochino di latte. Utilizzate in alternativa al latte vaccino il latte di mandorla. Unite al frullato un po’ di frutta secca come tre quattro mandorle, un paio di noci o cinque sei pistacchi. È una consistenza che non amano i bambini, ma la qualità nutrizionale è eccellente, per cui ogni tanto mettetela nelle varie preparazioni come frullati, torte, polpette…Congelate la frutta e frullatela per dare la consistenza del gelato. Sporadicamente potete unire un po’ di panna fresca senza zuccheri aggiunti. Sicuramente meglio un po’ di panna fresca montata su una macedonia di frutta o su un frappè fatto in casa piuttosto che due merendine e un bicchiere di coca-cola. Potete fare una mousse di cioccolato con 1 albume d’ uovo montato a neve perfetta dove aggiungete 20 gr di cioccolato fuso. Guarnite con fragole o granella di un biscotto secco. Fatela preparare anche ai vostri bimbi per insegnare loro ad avere consapevolezza e padronanza con gli alimenti e in cucina. Sempre per chi ama il salato, va benissimo un piccolo panino con tonno e pomodoro o prosciutto o parmigiano. Mangiare bene non deve essere un’ imposizione delle mamme, (in questo caso faranno sempre opposizione giocando sulla vostra debolezza), ma un gioco. Usate bicchieri, piatti, cannucce colorate e applicate il gioco dei colori anche agli alimenti. Ogni colore è un segreto dell’ alimento che serve al nostro corpo: il viola dell’ uva, dei mirtilli, delle prugne è una sostanza magica per gli occhi, il bianco dei cavolfiori, della mele, delle pere e delle mandorle protegge il cuore, l’ arancione delle carote, delle albicocche, della zucca … il rosso dei pomodori, dei ribes, delle fragole scaccia via virus e batteri, non fa tornare la febbre e protegge dal sole mentre si gioca al parco con gli amici. Il colore spesso può essere un alleato per le mamme perché la psicologia sperimentale ha dimostrato quanta importanza abbiano i colori nell’ influenzare il comportamento alimentare. Il pesce ad esempio non piace molto ai bimbi, anche perché la maggior parte dei genitori lo propone come una medicina. In più è bianco, insipido, pallido, spento. Perché non fare delle polpette colorate di merluzzo, sogliola o rombo insaporite con parmigiano, patate, carote, spinaci o anche granella di pistacchi?

Per quanto riguarda i pasti principali, la prima cosa da puntualizzare e che spesso i genitori offrono ai loro figli porzioni più abbondanti del necessario lontane anni luce dalle linee guida. Un bambino ha bisogno ad esempio di circa 1 gr di proteine per kg di peso, quindi un bimbo di due anni che pesa circa 15 kg dovrebbe assumere 15 gr di proteine, massimo 18. Tale quantità si raggiunge mangiando 50 gr di petto di pollo, 50 gr di pasta e 1 cucchiaino di parmigiano. Stessa sorte per i carboidrati: tra i 4 e gli otto anni ad esempio si raccomandano porzioni di circa 50 gr. Si può arrivare a 60, 70, ma preparare 100 gr di pasta ad un bambino di prima elementare è davvero troppo, specialmente se è in sovrappeso o non si intende finire il pasto col primo piatto. A pranzo comunque non dovrebbero mancare mai le proteine: carne, pesce, formaggi, uova e legumi abbinati a un pezzetto di pane, una verdura a scelta e un frutto. Alla sera via libera a pasta e riso conditi con pesto, pomodori, verdure che facilitano il sonno e il riposo grazie alla presenza di triptofano nei cereali. Specialmente con i bimbi che fanno fatica ad andare al letto, meglio evitare carne, pesce e formaggi che mantengono svegli e affaticano i processi digestivi. Ad ogni modo ogni singolo caso, va preso e considerato singolarmente alla luce delle caratteristiche morfologiche del bambino, al tipo di movimento e eventuali alterazioni metaboliche.

Mangiare è un atto culturale, un modo di vedere il mondo, la punta dell’ iceberg del nostro modo di fare. È impossibile trovare due genitori che abbiano pareri simili sulle abitudini alimentari da insegnare ai loro figli, è difficile trovare per noi professionisti un sano equilibrio tra le regole, la salute e il bisogno dello strappo alla regola. Io cerco sempre di essere molto flessibile tutelando e difendendo però la salute. Non esorto i genitori ad essere integralisti, non chiedo loro di non comprare mai nutella, non propongo mai una colazione con pane di segale e germogli di soia. Comprate ai vostri figli sporadicamente la coca cola, ma non fate in modo che sia sempre presente nelle vostre dispense, lasciate che mangino patatine fritte ai compleanni senza rimproverarli, ma non le proponete ad ogni merenda. Portateli una volta al mese a mangiare hamburger e patatine, ma ponete un minimo di attenzione a quello che mangiano e tenete sotto controllo il peso. Fidatevi poi dei professionisti e delle loro dritte senza nascondervi dietro alibi legati a presunti gonfiori, intolleranze, blocchi metabolici. Se i vostri figli arrivano ad essere obesi non è certo per lo strappo alla regola del fine settimana, del compleanno o del pranzo a casa di nonni. Se i vostri figli arrivano ad essere obesi è perché mangiano troppo e mangiano male, tutti i santi giorni.

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